Descrizione
Un filare cresciuto dopo la nascita dell’area che lo ospita. E che oggi mostra segnali di una malattia incurabile che ha reso necessario un intervento risolutivo a causa della potenziale pericolosità della situazione. Il Comune di Campagnola ha dovuto constatare che si è reso necessario programmare la rimozione di una parte del filare di pioppi cipressini posto a confine con il campo da calcio in manto sintetico di via Magnani.
Si tratta di piante già adulte, messe a dimora successivamente alle urbanizzazioni delle abitazioni e delle aree sportive limitrofe, che negli anni hanno sviluppato un apparato radicale ampio e superficiale, oggi compromesso. Una situazione che evolve nella formazione di cavità e in processi di degradazione del legno, riducendo progressivamente la stabilità e aumentando il rischio di caduta, anche in presenza di sollecitazioni ordinarie. Le verifiche hanno inoltre evidenziato la presenza di funghi cariogeni che colpiscono soprattutto le radici e possono diffondersi con facilità tra esemplari confinanti.
Il quadro rilevato, supportato da una relazione tecnica del Consorzio Fitosanitario non è risolvibile e per riqualificare il contesto e soprattutto tutelare la sicurezza, si è resa necessaria la rimozione del filare più vecchio.
L’Amministrazione compenserà la rimozione con la ripiantumazione di altrettante piante in altri luoghi del territorio comunale. In via Magnani, invece, non si procederà a una nuova piantumazione immediata: gli scavi resteranno temporaneamente aperti per consentire il risanamento del terreno e la riduzione degli elementi patogeni, così da interrompere le condizioni che hanno favorito l’ammaloramento radicale. Solo successivamente verrà valutata l’eventuale messa a dimora di specie più adatte al contesto.
L’inizio dei lavori è previsto per il 15 gennaio, salvo condizioni meteorologiche avverse.
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Si riporta di seguito estratto del parere del consorzio fitosanitario, che ha valutato le condizioni fitostatiche e fitopatologiche dei cipressi durante l'estate del 2025. La relazione è stata assunta agli atti con il prot. 11167/2025 del 22/12/2025.
Nello specifico, occorre anche segnalare come la riduzione dell'apparato radicale renderebbe potenzialmente soggetti ad un indebolimento statico le piante, a seguito delle possibili alterazioni di funzionalità delle strutture meccaniche di sostegno delle piante, incrementando il rischio di eventuali schianti degli esemplari. Il potenziale bersaglio di un simile evento nefasto sarebbe estremamente delicato perché, da un lato, si trova il campo da gioco e quindi un’area fortemente frequentata, pur non in maniera continuativa, da popolazione sensibile e, dall'altro, si trovano le abitazioni private, sulle quali si troverebbe ad incombere un rischio non specificamente accettabile.
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Nello specifico delle condizioni del popolamento, segnaliamo che le piante sono state sottoposte ad una valutazione delle loro condizioni fitostatiche/fitopatologiche nel corso delle attività di censimento del verde del Comune di Campagnola svoltesi nell’estate del 2025.
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L'analisi svolta ha permesso di evidenziare una generica problematica strutturale presente all'interno del popolamento e legata a danneggiamenti a carico dei contrafforti radicali delle piante, con possibile alterazione della stabilità degli stessi.Tale problematica, non specificamente pregiudizievole per la tutela delle alberature, rappresenta comunque un potenziale punto di debolezza delle stesse e merita opportuna attenzione.
In molti casi questa sintomatologia evolve infatti nello sviluppo di cavità, oggetto di processi cariogeni in attiva progressione che minano ulteriormente le strutture arboree, rendendole progressivamente più fragili e maggiormente soggette al potenziale rischio di schianto improvviso, anche a seguito di sollecitazioni di intensità convenzionale.
L'analisi svolta, sostanzialmente riconducibile ad una valutazione conforme alla metodologia standardizzata VTA (Visual Tree Assessment), ha permesso di attribuire una classe di propensione al cedimento (CPC) ad ogni singola alberatura.
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Dalle osservazioni effettuate è risultato che, all'interno del popolamento, è presente una marcata presenza di funghi cariogeni, agenti di alterazione del legno che affliggono prevalentemente gli apparati radicali. Tali patogeno sono caratterizzati da una spiccata familiarità, ovvero dalla capacità di diffondersi con facilità fra esemplari contermini.
Nel corso del tempo si è infatti assistito alla soppressione di alcuni esemplari, per cause al momento non accertabili, ma comunque legate alla attività di patogeni a carico degli apparati radicali.
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Alla luce di quanto osservato (...), al momento non si ritiene possibile formulare un possibile piano di gestione agronomico-arboricolturale razionalmente sostenibile che renda stabile la soluzione della problematica di conflitto esistente, tutelando, nel contempo, la sicurezza delle alberature.